Ripropongo con piacere la trascrizione della mia ultima conversazione con Giuseppe Turani, che è stata pubblicata nel numero di Dicembre 2007 del mensile "Uomini & Business"; in attesa dei vostri commenti ecco il testo.
“Mi rendo conto che è facile sparare contro la civiltà dei blog e più in generale contro il Web 2.0. Ma sono anche convinto che sia un errore”. Marco Zamperini, chief technology officer di Value Team-Etnoteam, è da sempre un sostenitore della Rete e del suo uso il più largo e intenso possibile. E quindi ha le idee chiare anche sui blog e su tutte le altre novità. Più in generale, ha le idee chiare sulla partecipazione degli utenti alla “fabbricazione” dei contenuti della Rete.
Perché è così convinto che va tutto bene? Che non è vero che abbiamo a che fare con alcuni milioni di scimmie che scrivono cose inutili?
“Non so se è vero che scrivono cose inutili o insensate. Anche perché il punto non è questo. La cosa interessante è che milioni di persone cominciano a esprimersi, dicono la loro, magari in forme che agli esperti delle varie questioni non piacciono. Ma sarebbe un gravissimo errore non vedere la grandezza del fenomeno. Milioni di persone mettono in rete le loro opinioni, le loro esperienze, i loro pensieri. E’ una cosa che solo qualche decennio fa non riuscivamo nemmeno a immaginare. E è assolutamente positiva”.
Ma c’è chi dice, ad esempio Maurizio Decina (ma non è il solo), che si tratta in gran parte di spazzatura. E in effetti sembra proprio che sia così. Siamo invasi da blog di gente che parla del proprio gatto o del proprio cane o che, peggio ancora, pubblica le proprie orrende poesie. Come si fa a essere ammiratori di questa roba?
“Non escludo affatto che sui vari blog ci sia quello che lei sta dicendo. Ma tutto questo non significa niente. Lei è fuori tema”.
E cioè?
“Giorno dopo giorno la Rete tende a essere sempre più uguale alla vita. Nella nostra vita non c’è forse gente che parla a vanvera, che scrive poesie senza valore, e che fotografa i propri animali? E allora? Ancora: nei bar, nelle stazioni e negli aeroporti non c’è pie-no di gente che parla, magari a vuoto e senza competenza di cose che non conosce? E allora? Dove sarebbe la novità? Se lei va in un’edicola e compra tutto quello che c’è esposto, si accorge che magari più della metà è roba inutile, da buttare. E allora? La Rete, con i suoi blog che lei giudica inutili, spazzatura, non fa che “ripetere” la vita. Anzi, in un certo senso tende a “essere” la vita”.
Sì, ma tutto questo vociare a che cosa serve?
“Potrei respingere questa domanda al mittente chiedendole a che cosa serve il vociare del mondo, nel quale milioni, miliardi, di persone parlano continuamente. In parte dicendo anche cose inutili o senza senso. La gente parla perché esiste”.
Sì, ma nel mondo io posso scegliere. Ascolto le persone che mi sembrano interessanti, scelgo i libri che penso siano interessanti o belli o che qualcuno, di cui mi fido, mi ha segnalato.
“Guardi che sulla Rete avviene esattamente lo stesso meccanismo. Lei non va a vedere tutti i blog e, mi sembra di capire, scarta quelli con le brutte poesie o le fotografie dei cani. Facciamo tutti la stessa cosa. Se lei ci pensa bene, vedrà che ognuno di noi ha una sua lista di siti e di blog (sperimentati) che visita più o meno rego-larmente, perché segnalati o perché apprezzati in occasione di precedenti visite. Salvo magari fare ogni tanto qualche giretto a caso alla ricerca di qualche novità. In realtà, tutti noi applichiamo alla Rete gli stessi comportamenti che abbiamo nella vita reale. Lei non legge tutto il giornale, ma solo le cose che le interessano. Esattamente nello stesso modo non “legge” tutta la Rete, ma solo le cose che le interessano. E se poi un cattivo poeta vuole mettere i suoi versi sulla Rete nel proprio blog che fastidio le dà? D’altra parte, stanno nascendo dei motori di ricerca (uno è Lijit) che van-no a cercare quello che lei vuole solo su una serie di siti e di luoghi, lasciando perdere il resto della Rete. Se lei vuol sapere che cosa hanno detto sul razzismo una serie di autori suoi “referenti” va su quel sito e in pochi secondi trova tutto, scartando il vociare che le dà tanto fastidio. Ma motori di ricerca più o meno come questo si stanno moltiplicando”.
Ma ci sarà pure qualcosa di buono nella Rete, di meglio della vita di tutti i giorni?
“Certo, molte cose. Intanto abbiamo la dimensione planetaria. Può esserci un bravo osservatore del costume o della politica che sta in Australia e che è fuori dal circuito della stampa internazionale, che invece riesce a arrivare in Rete. E magari è uno che vale la pena di leggere. Lei lo può fare. Io trovo straordinario che milioni di persone (sempre che abbiano qualcosa da dire) possano farsi ascoltare ovunque, e in modo abbastanza semplice. Oggi un bam-bino di sette anni può organizzare il suo blog se vuole. Ma ci sono anche fenomeni più interessanti”.
Ad esempio?
“Basta vedere la presenza, intensa e sistematica, dei politici in America, nella campagna per le presidenziali, sulla Rete”.
Quello, ormai, accade anche in Italia.
“In America, però, ci sono anche i futuri elettori che fanno le do-mande, molte domande. E c’è addirittura il sito Congresspedia, una sorta di enciclopedia del Congresso, della politica. Insomma ci sono molte cose interessanti. Non è solo vociare inutile. D’altra parte non dimentichiamo che fra non molto il 70 per cento dei contenuti che troveremo in Rete sarà prodotto dagli stessi utenti”.
Altri esempi?
“L’altra cosa straordinaria è che la gente può collaborare, anche da grande distanza e anche se non si conosce. D’altra parte il Web era nato proprio per consentire a scienziati dislocati in vari punti del mondo di scambiarsi notizie e documenti. Adesso, si è fatto un passo avanti”.
Quale?
“Esiste, ad esempio, un sito nel quale le varie aziende mettono i loro problemi e invitano la gente a rispondere. Parte dei prodotti della Procter e Gamble (una delle più grandi aziende del mondo) sono nati dalle risposte che gente comune ha dato ai quesiti della società: vorrei fare una cosa che serva a questo? Come posso fa-re?”
La Rete, insomma, non è più un grande gioco e uno straordinario mezzo di comunicazione.
“Esattamente. La Rete è molto di più. Sta diventando soprattutto uno straordinario luogo di incontro. Vale per tutti il caso di quell’azienda di software americana, Serena, che ha chiesto ai suoi dipendenti di passare almeno un pomeriggio alla settimana in Rete (sui siti di social network come Facebook e simili) per “vedere che cosa c’è”, per vedere se ci sono nuovi talenti da ingaggiare, nuove idee o cose da sperimentare. Insomma, in Rete, come nel mondo, molti parlano, ma qualcuno dice anche qualcosa di interessante”.
Allora, non ho ancora cominciato a leggere il pezzo ma giuro che questa volta, nonostante abbia letto il nome di Turani, non mostrerò preconcetti.
RispondiEliminaCerto, non ti prometto niente però... :P
Ok, l'ho letta. "Perché è così convinto che va tutto bene? Che non è vero che abbiamo a che fare con alcuni milioni di scimmie che scrivono cose inutili?". Marco sei un grande: come hai fatto a non perdere la calma, a non risultare volgare e a dargli una risposta? E' così difficle da capire il meccanismo? Io non capisco.
RispondiEliminaSe una cosa non ti interessa mica vai a cercarla o a leggerla, no?!
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Non ti nascondo la possibilità che questa intervista venga modificata da me, ancora una volta. Potrei tradurre il tuo vero turani-pensiero... ;P
bravo guro...alla faccia di mr d.
RispondiEliminaPeppino mi ha volutamente provocato esprimendo un sentimento ed un pensiero che non à necessariamente il suo ma che è sicuramente ampiamente condiviso in certa parte della nostra società. E' doveroso da parte mia essergli grato perchè da ampio spazio ad opinioni come la mia.
RispondiElimina"Perché è così convinto che va tutto bene? Che non è vero che abbiamo a che fare con alcuni milioni di scimmie che scrivono cose inutili?"
RispondiEliminaBeh prima o poi una di queste scimmie anche solo per errore scriverà una nuova divina commedia.
Marco è vero che da spazio alle tue opinioni, ma almeno potrebbe essere un pelino più delicato nelle domande. Non che io mi offenda, però sono molto provocatorie le sue questions.
RispondiEliminaPurtroppo sì, è molto condiviso quel pensiero, ma grazie soprattutto a chi? Chi sui media tradizionali parla di blog e blogger come degli eterni adolescenti che scrivono diari scolastici?
"Uga uga" a tutti. :P
"Ma tutto questo non significa niente. Lei è fuori tema"
RispondiEliminaprestigiosamente lapidario -e in tema-!
Io sarei stato in dubbio se parlare con un deficiente come Turani! Onore al merito :-)
RispondiEliminaRiuscire a far dire qualcosa di sensato sulla Rete da Turani: un'impresa titanica! :)
RispondiEliminaProvocazioni o no la cosa triste è che c'è ancora parecchia gente in Italia la pensa così, ma soprattutto che di fronte alla spazzatura che regolarmente ci viene "venduta" da TV e giornali non batte ciglio mentre si scandalizza così tanto del fatto che la rete stia diventando lo specchio della nostra società.
RispondiEliminabravo,
RispondiEliminaciao
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