lunedì 29 novembre 2010

L' accesso alla rete è un diritto!

Articolo 21-bis della Costituzione
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

Le parole che avete appena letto sono state scritte dal costituzionalista e giurista Stefano Rodotà, e lette solennemente oggi, 29 novembre 2010, durante l'Internet Governance Forum di Roma.
In questa frase, che condivido profondamente, è contenuta una rivoluzione culturale: affermare il diritto di accesso alla rete Internet quale diritto fondamentale dell'individuo, e quindi inserirlo nella carta costituzionale è quanto di più avanzato potrebbe fare la nostra classe politica, il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.
Stefano Rodotà e il direttore di Wired, Riccardo Luna, lavorano dallo scorso marzo all’ipotesi di trasformare Internet in un diritto costituzionale con la stesura dell'articolo 21 bis: la Costituzione italiana è una delle più belle del mondo ma è nata in un’epoca in cui Internet non esisteva.
Secondo Wired e Rodotà ora è arrivato il momento di cambiare e di scrivere che l'accesso alla Rete, il più grande mezzo di comunicazione della storia, è un diritto costituzionale.
È vero che la prima parte della Costituzione è intoccabile ma si sottilinea che con questa proposta si amplia la sfera dei diritti e non si comprime nulla. L'articolo 21 bis potrebbe essere adottato da parlamentari di tutti i partiti e finire in commissione Affari Costituzionali. Intanto si apre una dicussione e una simbolica raccolta di firme sul sito www.internetcostituzione.it.

Grazie a Wired, grazie a Riccardo, grazie a Rodotà!

Legge

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